Dolce Stil Nuoto

DOLCE STIL NUOTO

Le prime medaglie olimpiche del nuoto azzurro

Sono 392 i nuotatori italiani che hanno partecipato ad almeno un’olimpiade dalla prima edizione dei Giochi Olimpici moderni ad oggi. 22 le medaglie conquistate, di cui 2 nel nuoto di fondo e 20 in vasca. Nella penultima puntata del nostro podcast di avvicinamento ai Giochi di Tokyo, proviamo a ripercorrere le prime medaglie olimpiche del nuoto italiano.

Il nuoto è presente ai Giochi Olimpici sin dalla prima edizione dei Giochi moderni, quella di Atene 1896. I primi nuotatori azzurri a partecipare a una rassegna olimpica furono Paolo Bussetti e Fabio Mainoni ai Giochi Olimpici di Parigi del 1900, la prima squadra italiana ufficiale prese parte all’edizione dei Giochi Olimpici di Londra 1908.

Bisognerà aspettare il 1972 per festeggiare le prime medaglie Olimpiche che verranno conquistate da Novella Calligaris a Monaco.

Il 30 agosto 1972 Mark Spitz gira per il villaggio olimpico di Monaco di Baviera con tre ori al collo e tre record mondiali in tasca. Non troppo distante, una quasi sconosciuta Novella Calligaris inizia a scrivere il proprio nome tra le leggende italiane e mondiali. Proprio quel 30 agosto, Novella vince l’argento nella finale dei 400 stile libero chiudendo in 4’22”44, nuovo record europeo conquistando così la prima storica medaglia olimpica per il nuoto italiano. Il giorno successivo Novella vince anche il bronzo nei 400 misti in 5’03”99, altro record europeo, e tre giorni dopo è nuovamente di bronzo negli 800 stile libero in 8’57”46, terza medaglia e terzo record continentale.

«Che io vinca non è una novità. La vera rivelazione dell’Olimpiade è quell’italiana piccolina, Novella Calligaris…» racconta il re dei Campionati Mark Spitz in un’intervista post gara. Alta 163 centimetri e pesante meno di 50kg, era quasi inspiegabile vederla sul podio olimpico.

Le medaglie di Novella sono fondamentali per tutto il movimento. Tre anni dopo arriva la prima medaglia iridata per il nuoto maschile: Pangaro, Barelli, Zei e Carducci vincono infatti la medaglia di bronzo nella finale delle 4x100sl ai Campionati Mondiali di Cali del ’75. 10 anni dopo arriva la prima medaglia iridata individuale per il nuoto maschile, con il bronzo di Giovanni Franceschi nei 200 misti, da quell’edizione in poi l’Italnuoto ha conquistato almeno una medaglia a tutti i Campionati mondiali che si sono svolti e ben presto l’onda azzurra sarebbe arrivata anche nella rassegna a 5 cerchi.

Erano passati ormai 16 anni dalle ultime medaglie olimpiche di Novella Calligaris, quando ai Giochi di Seul del 1988 Stefano Battistelli scende in acqua per la finale dei 400 misti. Il 21 settembre, nelle acque Jamsil Indoor Swimming Pool, Bibi, com’è soprannominato Battistelli, vince la medaglia di bronzo nei 400 misti, prima medaglia maschile individuale per il nuoto azzurro alle olimpiadi.

Nella stessa finale chiude in settima posizione un ventenne Luca Sacchi, alla sua prima esperienza olimpica. Quattro anni più tardi, ai Campionati Mondiali di Barcellona, le medaglie sarebbero state due, bronzo per Stefano Battistelli nei 200 dorso e bronzo, proprio per Luca Sacchi, nei 400 misti.

Le medaglie per il nuoto azzurro ai Giochi Olimpici continuano ad arrivare, nel 1996 Emanuele Merisi è bronzo ancora nei 200 dorso e nel 2000, nella vasca olimpica di Sydney, va in scena una delle più straordinarie ed emozionanti imprese nella storia del nuoto italiano.

Il 16 settembre iniziano le gare di nuoto e per l’Italia è subito la volta dei 400sl con Massimiliano Rosolino. Metà australiano e metà italiano, Max Rosolino arriva a Sydney ventiduenne, è il vicecampione mondiale nei 200sl e aveva chiuso al quinto posto la finale dei 400sl all’ultima rassegna iridata. Durante le batterie l’azzurro chiude al secondo posto dietro all’astro nascente australiano, Ian Thorpe.

La finale è combattutissima e i 18.000 spettatori presenti all’interno dell’International Acquatic Centre di Sydney sono tutti per Ian Thorpe. Thorpedo vince in 3’40″59: nuovo record del mondo, ritoccando di ben 74 centesimi il suo precedente primato. Rosolino è secondo in 3’43″40: record italiano e record europeo. Era la prima volta di sempre che un nuotatore italiano in campo maschile riusciva nell’impresa di conquistare un argento olimpico.

Nella stessa giornata si svolgono anche le qualificazioni dei 100 rana, in vasca per l’Italia un giovane nuotatore piemontese: Domenico Fioravanti. Quando Fioravanti arriva a Sydney ha 23 anni, è il campione europeo in carica nei 100 rana, e vice-campione continentale nella distanza doppia. Lui, nato nella piccola cittadina di Trecate, arriva nella terra dei canguri con un sogno nel cassetto: la medaglia olimpica.

Al termine delle batterie Domenico ha il primo tempo assoluto e l’azzurro si ripete anche in semifinale conquistando in 1’00”84 il primo crono di accesso. Sognare è praticamente d’obbligo. Il giorno successivo l’azzurro parte dalla corsia quattro e i due avversari principali sono ai suoi lati il russo Roman Sloudnov e lo statunitense Ed Moses, rispettivamente secondo e terzo crono di accesso per la finale. In Italia tutti trattengono il fiato per un minuto e 46 centesimi di secondo: è il tempo impiegato da Domenico per percorrere i 100 metri più importanti della sua carriera. È oro. Il cielo di Sydney si tinge d’azzurro. Per la prima volta un nuotatore italiano sale sul tetto del mondo alle Olimpiadi.

Il 18 settembre è la volta della finale dei 200sl. Massimiliano Rosolino ha il terzo tempo di accesso alla finale dietro all’olandese Pieter van den Hoogenband e all’australiano Ian Thorpe. La finale è un combattimento a due tra van den Hoogenband e Thorpedo, alla fine la vittoria va proprio all’olandese, Thorpe è argento davanti ancora una volta a Max Rosolino, che vince così la sua seconda medaglia olimpica.

L’olimpiade australiana è già da incorniciare e siamo solo a metà del programma natatorio. 3 giorni dopo la finale nei 100 rana, Domenico Fioravanti disputa la finale olimpica dei 200 rana. L’azzurro parte ancora una volta dalla corsia 4, con il tempo di accesso in finale che era quasi un secondo inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro avversario. Ai 100 metri inizia la fuga di Fioravanti che distacca tutti quanti chiudendo in 2’10”87: quasi due secondi di vantaggio sull’argento, il sudafricano Terence Parkin. Fioravanti diventava così il primo nuotatore nella storia a vincere la combinata olimpica 100-200 rana.

Nella stessa finale saliva sul podio anche Davide Rummolo, un bronzo leggendario, il suo, il bronzo di un ragazzo napoletano che a quei Giochi Olimpici non doveva nemmeno partecipare. Con Fioravanti e Rummolo si concretizzava la prima doppietta olimpica nella storia del nuoto italiano.

La stessa sera, a pochi minuti di distanza, Massimiliano Rosolino si tuffava in acqua per la terza finale individuale della sua Olimpiade: i 200 misti. L’azzurro aveva il secondo tempo di accesso alla finale dopo quello dello statunitense Tom Dolan. Dopo i primi 50 metri a farfalla Rosolino è solo settimo, durante il dorso parte la rimonta che lo porta in terza posizione, durante la Rana Dolan e Rosolino si portano in testa alla gara e nello stile libero Max libera tutta la sua potenza. Dopo la virata parte in un assoluto incredibile che lo porta a distaccare di quasi un secondo lo statunitense Dolan. 1’58”98: nuovo record olimpico, nuovo record italiano e terzo oro di sempre nella storia del nuoto azzurro.

Un altro trionfo per l’Italia, un altro azzurro davanti a tutti, è il secondo nuotatore italiano nella storia a vincere un oro olimpico.

All’International Acquatic Centre di Sydney sta per calare il sipario. I tre moschettieri Rosolino-Rummolo-Fioravanti hanno sfatato un mito: l’Italia del nuoto può trionfare anche alle Olimpiadi. Con tre ori, un argento e due bronzi gli azzurri chiudono al quarto posto nel medagliere, dietro a USA, Australia e Olanda. Si concludono così le gare di nuoto dei Giochi olimpici di Sydney 2000, vero e proprio spartiacque nella storia del nuoto azzurro.

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