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Phelps, Fioravanti, Rosolino ed Ervin: destini che si incrociano a Sidney 2000 1

Phelps, Fioravanti, Rosolino ed Ervin: destini che si incrociano a Sidney 2000

L’articolo di questa settimana è in un certo qual modo connesso a quello di venerdì scorso. Siamo sempre in Australia, questa volta per parlare dei Giochi Olimpici di Sidney 2000 e delle storie di una serie nuotatori che si intrecciano proprio all’interno del Sidney International Acquatic Centre.

Quelle di Sidney sono le prime olimpiadi di Michael Phelps e sono le olimpiadi di Eric Moussambani. Sono anche le olimpiadi che portano alla ribalta il nuoto azzurro grazie a Domenico Fioravanti, Massimiliano Rosolino e Davide Rummolo che assieme conquistano ben 6 medaglie olimpiche.

199 nazioni partecipanti, 10.651 atleti, 361 di loro erano italiani, i Giochi di Sidney iniziano il 15 settembre 2000 e si concludono il primo di ottobre. Il primo protagonista di questo racconto è Domenico Fioravanti e non può essere diversamente. Quando Fioravanti arriva a Sidney ha 23 anni ed è il campione europeo in Carica nei 100 rana, nonché vice-campione Europeo nella distanza raddoppiata, lui, piemontese, arriva nella terra dei canguri con un sogno nel cassetto: la medaglia olimpica.

Il 16 settembre 2000 è la volta della sua gara preferita: i 100 rana. Domenico nuota prima il miglior crono in batterie poi si ripete in semifinale. Il giorno successivo è la volta della finale, l’azzurro parte dalla corsia 4, i due avversari principali son un Russo e uno statunitense: Roman Sloudnov e Ed Moses, rispettivamente secondo e terzo crono di accesso per la finale. La tensione è alle stelle. Di medaglie olimpiche il nuoto azzurro ne aveva viste pochissime ed erano passati ben 12 anni dall’ultimo bronzo conquistato da Stefano Battistelli a Seul ’88.

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Il digiuno, però, sta per finire. Domenico vince la finale dei 100 rana in 1’00″46 e diventa così il primo nuotatore italiano a vincere una medaglia d’oro per il nuoto ai Giochi Olimpici. Il cielo di Sidney si tinge d’azzurro, ma questo è solo l’inizio. La stessa serata, a pochi minuti di distanza Massimiliano Rosolino si tuffa nella finale dei 200 misti e trionfa davanti a tutti, diventando così il secondo nuotatore italiano nella storia a vincere un oro olimpico.

Massimiliano Rosolino a Sidney conquista ben 5 finali e vince tre medaglie, oltre all’oro nei 200 misti, infatti, vince l’argento nei 400sl dietro a Ian Thorpe e il bronzo nei 200 sl dietro ancora una volta a Thorpe e Van den Hoogenband. La finale più incredibile sarà proprio quella dei 400sl contro Thorpedo che deve lottare fianco a fianco con Max Rosolino fino alle ultime due vasche. Un nuotatore azzurro che si trova a lottare con la più grande leggenda del nuoto di tutti i tempi, ma chi se lo sarebbe mai immaginato?

Il terzo protagonista di questa puntata è proprio Thorpe che a Sidney vince 3 ori e due argenti, il giovane nuotatore australiano diventa così uno dei nuotatori più medagliati in una singola edizione olimpica, primo dei non statunitensi in classifica.

L’olimpiade australiana è già da incorniciare, ma non è ancora finita. 3 giorni dopo la finale dei 100 rana, Domenico Fioravanti disputa la finale olimpica dei 200 rana e in 2’10″87 diventa il nuovo campione olimpico della distanza. Chiude davanti al sudafricano Terence Parkin e al connazionale Davide Rummolo. È la prima storica doppietta olimpica italiana nel nuoto, due atleti italiani sono sul podio di una finale olimpica di nuoto, chi lo avrebbe mai detto?

Non solo, con la vittoria nei 200 rana, Domenico diventa il primo nuotatore nella storia ad aver vinto la combinata 100-200 rana in una singola edizione dei Giochi. Quel giovane nuotatore piemontese che era arrivato a Sidney per sorprendere e stupire, era entrato ufficialmente nella storia del nuoto.

Ma i Giochi di Sidney non regalano gioie solo all’Italia con i 3 moschettieri Rosolino-Rummolo-Fioravanti e all’Australia con Ian Thorpe. Quella del 2000 è un’olimpiade importante e storica anche per gli Stati Uniti.

Il 22 settembre si disputa la finale dei 50sl maschili, il primo crono di accesso alla finale è quello di Gary Hall Jr, figlio di Gary Wayne Hall, capace di vincere ben 4 medaglie olimpiche tra il ’68 e il ’76. Ai blocchi di partenza c’erano anche l’olandese Van den Hoogenband, il russo Popov e un altro statunitense, Anthony Ervin.

Gary Hall Jr cercava di inseguire le orme del padre e accedeva alla finale con il primo crono. Il secondo crono era quello di Pieter Van den Hoogenband. Il nuotatore olandese, a Sidney vince l’oro nei 100 e nei 200sl, stabilendo in questa seconda gara il record mondiale e battendo proprio Ian Thorpe. Ma torniamo alla finale dei 50sl.

In corsia 4 c’è Gary Hall Jr, in corsia 3 Anthony Ervin, in corsia 5 l’olandese volante. La finale viene vinta a sorpresa dai due nuotatori a stelle e strisce con un arrivo ex equo in 21”98, davanti a Van den Hoogenband, bronzo per soli 5 centesimi. La medaglia di legno andò a un altro nuotatore della spedizione azzurra: Lorenzo Vismara. Quello di Ervin è il primo oro olimpico nei 50sl, ai Giochi Olimpici di Rio 2016 replicherà l’impresa, diventando il primo nuotatore capace di vincere due ori olimpici a 16 anni di distanza.

Destini incrociati.

I Giochi di Sidney 2000 sono il palcoscenico per la prima esperienza olimpica di un’altra leggenda del nuoto mondiale: Michael Phelps. Il Kid di Baltimora aveva solamente 15 anni ed era il più giovane nuotatore statunitense di sempre a prender parte ai Giochi Olimpici. Dopo aver passato le batterie di qualificazione con il primo tempo in 1’57″30, e la semifinale, terzo tempo in 1’57″00, nuotò in finale in 1’56″50, arrivando quinto nella gara vinta dallo statunitense Tom Malchow. Fu solo questione di tempo… il 30 marzo 2001, a soli 6 mesi di distanza dalla rassegna olimpica, stabilì il record mondiale proprio sui 200 farfalla, vincendo la finale dei Campionati Statunitensi in 1’54”92, Phelps diventa così a soli 15 anni e 9 mesi il più giovane nuotatore a battere un record mondiale, superando proprio la leggenda dei Giochi di Sidney, Ian Thorpe.

L’olimpiade australiana regala anche un’altra storia incredibile, quella di Eric Moussambani. Molto sinteticamente, alle olimpiadi di Sidney del 2000 si presenta questo atleta con una wild card, una sorta di categoria protetta riservata ai paesi dove il nuoto è poco praticato. L’atleta, sottratto ad altre discipline e iniziato al nuoto, viene iscritto nei 100 stile libero. Si presenta a Sidney che ha imparato a nuotare pochi mesi prima, e si è allenato in impianti non convenzionali.

Parte in prima batteria, quella destinata ai più lenti Ci sono solo tre atleti su 10 corsie, ma va a finire che gareggia solo perché gli altri due vengono squalificati per falsa partenza. Il giudice fischia, Eric si alza spedito, quasi impaziente, privo di tensione Eric, non ha nemmeno la cuffia, l’elastico degli occhialini lo lascia pendente e quello del costume slacciato e volante.

Lo starter dà il via ed Eric parte con un tuffo discreto; i primi 25 m, la prima delle quattro frazioni della gara, vengono percorsi con lo zelo del neofita: a tutto gas, senza respirazione o quasi, la nuotata è complessivamente composta. Eric non ha mai disputato i 100 m stile libero prima d’ora in vita sua, ma già nella sola frazione di andata ha avuto modo di rendersi conto del rapporto tra spazio, tempo e consumo di energia: lo slancio del tuffo è esaurito, le energie sono state consumate, devi continuare con le tue forze, quelle che non hai più. Così Eric riprende a nuotare ma sembra la moviola di quello che ha fatto l’andata.

Ai 75 m non ce ne è davvero più. Quando arriva al filo dei 15 m l’acido lattico è ai livelli massimi, da qui in poi il pubblico potrebbe essere tentato di tuffarsi e salvarlo perché sembra rischi l’annegamento. Impiega 32″ solo per gli ultimi 15m, quando per i primi 25m gliene erano bastati 17″. E qui inizia il miracolo: il pubblico lo incita e lui, nonostante tutto, nonostante veramente tutto, arriva in fondo. È un’ovazione.

Se non avete mai visto il video di questa gara andate assolutamente a vederlo, perché merita.

Insomma, i Giochi Olimpici di Sidney hanno regalato un incredibile moltitudine di storie da raccontare e di insegnamenti. Non bisogna mollare mai come ha fatto Eric Moussambani nella sua finale, e non bisogna mai guardare alle statistiche o al passato, perché ai Giochi australiani la spedizione ha stravolto completamente qualsiasi statistica o previsione. Insomma, nello sport può sempre succedere di tutto, può succedere che due compagni di squadra vincano l’oro olimpico ex equo, e che magari 16 anni dopo uno dei due riesca a ripetere l’impresa.

Alla fine, questo è il bello dello sport: la sua imprevedibilità. Il fatto che possa sempre accadere qualcosa che ci sorprende, che ci stupisce, che ci fa innamorare ancora un po’.


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