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Come ha fatto Michael Phelps, a diventare Michael Phelps?

Come ha fatto Michael Phelps, a diventare Michael Phelps?

Da Sidney a Rio, 23 ori olimpici, una carriera ai massimi livelli mondiali durata per ben 16 anni, battendo ogni record, tracciando nuovi limiti. Lui è l’atleta che ha vinto il maggior numero di medaglie nella storia dei Giochi Olimpici e nella storia dei mondiali di nuoto. Con il racconto di oggi cercheremo di scoprire come ha fatto un giovane ragazzino nato a Baltimora a diventare la più grande legenda del nuoto mondiale.


Ogni tanto sulla terra nascono uomini a cui il destino regala la straordinaria possibilità di stravolgere la storia. Uomini in grado di abbattere qualsiasi record, capaci delle più memorabili imprese, capaci di sradicare ed eliminare anche le variabili più avverse. Questi uomini non sono semplicemente in grado di oltrepassare quel confine che divide i comuni mortali dai campioni o i fenomeni, no, questi uomini tracciano nuovi limiti, divenendo così leggende. Michael Phelps è una di queste.

Ma come ha fatto Michael Phelps, a diventare Michael Phelps? Quali sono i segreti che l’hanno reso l’atleta più forte di tutti i tempi? Proviamo a scoprirlo assieme.


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Michael Fred Phelps nasce a Baltimora una cittadina del Maryland, negli Stati Uniti, il 30 giugno 1985, inizia a nuotare a 7 anni, nello stesso anno i suoi genitori si separano e di fatto sarà solamente sua madre Debbie a crescerlo. Insomma, Michael inizia a nuotare a 7 anni perché dotato di una grande energia interna da sfogare e inizia a inseguire le orme delle sorelle maggiori, entrambe nuotatrici.

L’infanzia di Michael non è affatto semplice: quando aveva 9 anni la maestra elementare disse a Debbie, la madre di Michael, che il bambino non riusciva a concentrarsi su una cosa a lungo. Di fatto, ben presto si scopre che è affetto da un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Eppure, il giovane Kid di Baltimora, nel nuoto si riusciva a concentrare, eccome. A 12 anni, seguendo il consiglio dell’allenatore Bob Bowman (da cui verrà seguito per tutta la carriera) inizia a dedicarsi seriamente al nuoto, due anni più tardi deterrà ben 6 record usa della categoria ragazzi.

Ai Giochi Olimpici di Sidney 2000, a soli 15 anni, fa la sua prima comparsa in campo internazionale. Gareggia nei 200 farfalla e chiude la finale al quinto posto. Pochi mesi dopo, Il 30 marzo 2001 ai campionati Statunitensi di Austin, all’età di 15 anni e 9 mesi, vincendo i 200 farfalla con il tempo di 1’54’’92: diviene il più giovane nuotatore a battere un record del mondo; questo sarà solo il primo di una lunga serie di primati che andrà a conquistare nei suoi 16 anni di carriera. Pochi mesi dopo, ai campionati di Fukuoka 2001, abbassa ulteriormente quel crono e conquista il primo titolo mondiale.

Questo è solo l’inizio della sua incredibile carriera. I primi successi non fanno montare la testa al giovane Michael che decide di mantenere ben salde le colonne portanti della sua vita: decide di continuare ad allenarsi con Bob Bowman e lo farà per tutti i 16 anni della sua incredibile carriera e decide di mantenere il fortissimo legame con la madre, che Michael ha spesso definito la donna della sua vita.

Due anni dopo Michael vola in spagna per la volta dei mondiali di Barcellona 2003.

Nella piscina catalana un Michael da poco diciottenne mostra in anteprima assoluta al mondo le sue doti sovrannaturali: partecipa a 4 gare individuali e 2 staffette, porta a casa 4 ori, 2 argenti e 5 record del mondo. Il Kid di Baltimora inizia a diventare leggenda: è il primo a battere 5 record mondiali in una singola edizione dei giochi. A soli 18 anni viene eletto miglior nuotatore dell’anno, conquistando quello scettro che dal 2001 era nelle mani di Ian Thorpe, la leggenda australiana che aveva stravolto il nuoto dei primi anni 2000.

Il mondiale spagnolo, però, è solo un banco di prova. L’obiettivo di Michael è uno solo: battere un record che resisteva dai Giochi Olimpici di Monaco ’72 e che apparteneva a Mark Spitz, capace di vincere 7 ori nella stessa edizione dei Giochi Olimpici.

Il 2004 è la volta di Atene e Michael Phelps vuole portare a casa 8 ori.

L’impresa sfuma il 16 agosto 2004 quando arriva solo terzo nella finale dei 200 stile libero al termine di una gara combattutissima contro Ian Thorpe e Pieter van den Hoogenband, rispettivamente oro e argento. Il bronzo non va comunque a cancellare quella che è senza dubbio una delle pagine più affascinanti della storia del nuoto, Michael Phelps da Atene se ne va con un bottino di 6 ori, 2 bronzi, 3 record mondiali e 3 record olimpici. Con 8 medaglie vinte nella stessa olimpiade Phelps diviene l’atleta più medagliato in una singola edizione dei giochi.

Ma il record di Spitz è ancora lì, quasi irraggiungibile. Michael non si dà per vinto e mette il traguardo avanti di 4 anni.

Ai campionati di Montreal 2005 vince 5 ori e un argento, mentre 2 anni dopo, ai campionati di Melbourne 2007, sono 7 gli ori che vince e 5 i record mondiali che abbatte. Il suo nome diviene leggenda: Phelps diventa sinonimo di squalo, di vittoria, di immortale. Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 arriva da super-favorito: quella che compie è una di quelle imprese che stanno al confine tra realtà e l’immaginazione, una di quelle storie che rendono uomini comuni eroi immortali. Vince otto ori e abbatte 7 record del mondo. 100 e 200m farfalla, 200m stile libero, 200 e 400m misti, e le staffette 4×100 e 4×200 stile libero e 4×100 misti. Il Kid di Baltimora non è più semplicemente il nuotatore più forte mai nato: è uno dei migliori atleti di tutti i tempi.

Ai campionati mondiali di Roma 2009 replica la prestazione di Melbourne: 5 ori, 1 argento e 4 nuovi record mondiali. Due anni dopo, ai campionati mondiali di Shanghai 2011, incrementa ulteriormente il suo palmares iridato vincendo 4 ori, 2 argenti e un bronzo. L’anno successivo sembra essere giunto l’ultimo glorioso capitolo della sua immensa carriera: ai giochi Olimpici di Londra 2012 Phelps vince 4 ori e 2 argenti (nella 4×100 maschile e nei suoi 200 farfalla); batte il record assoluto di medaglie olimpiche vinte (record precedentemente detenuto dalla ginnasta sovietica Larisa Latynina) e per questo viene premiato come “miglior atleta olimpico di tutti i tempi”.

Terminati i giochi olimpici annuncia il suo ritiro dalle competizioni sportive, è il 4 agosto 2012. Eppure, qualcosa continua a turbare l’animo inquieto di Michael.

Più tardi rivelerà che dopo ogni olimpiade cadeva in depressione. Poco importa essere l’atleta più medagliato della storia, poco importa essere il nuotatore più forte di sempre: lui non può concludere la sua carriera con l’argento olimpico nei suoi 200 farfalla.

Non è finita come doveva finire: Phelps crede fermamente che ci sia ancora un pezzetto di storia da scrivere e così il 24 aprile 2014, dopo un anno e 8 mesi dal suo ritiro, torna a gareggiare a livello agonistico. Decide di mettere ancora una volta tutto in gioco.

Obiettivo: Giochi Olimpici di Rio.

Nella stagione 2015 ai campionati statunitensi di San Antonio (tenutisi nello stesso periodo dei mondiali di Kazan, cui Phelps non poté partecipare causa squalifica), lo Squalo di Baltimora mostra a tutti di essere tornato ad alti livelli: nelle tre gare individuali cui partecipa vince realizzando il miglior crono dell’anno; 50″45 sui 100 m farfalla, 1’52″94 sui 200 farfalla e 1’54″75 sui 200 m misti, abbassando tutti e 3 i tempi realizzati dai rispettivi neo campioni mondiali coronati a Kazan.

Nel 2016 dopo essersi fidanzato con Miss California ed essere diventato papà, vince le finali dei 100 e dei 200 farfalla e dei 200 misti ai Trials Olimpici Americani e diviene così il primo nuotatore americano a partecipare a 5 diverse edizioni dei giochi olimpici. L’atmosfera si scalda, il pubblico diventa trepidante, Michael Phelps scenderà in vasca anche in Brasile!


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Ai Giochi Olimpici di Rio 2016 si compie l’ultimo atto della sua carriera: il 7 agosto, nuotando come staffettista nella 4×100 stile statunitense, vince la sua diciannovesima medaglia d’oro. Nei giorni successivi vince la medaglia d’oro anche nei 200 farfalla, nei 200 misti, nella 4×100 stile, nella 4×100 mista e nella 4×200 stile; solo un argento, quello nei 100 farfalla, vinto parimerito con Chad le Clos e Laszlo Cseh, dietro un giovanissimo Joseph Schooling.

Il suo PALMARES arriva così alla straordinaria quota di 23 ori olimpici. Terminati i Giochi Phelps annuncia il suo definitivo ritiro dal nuoto. 39 record del mondo in otto discipline. La rivista Swimming World Magazine lo ha nominato per otto volte nuotatore dell’anno e per undici volte nuotatore americano dell’anno.

Lui è il nuotatore più forte che il mondo abbia mai conosciuto, è l’atleta che ha battuto qualsiasi record, dai giochi olimpici di Sidney con il quinto posto conquistato a soli 15 anni, agli 8 ori alle olimpiadi di Pechino, sino alle 6 medaglie di Rio, che lo hanno decretato “miglior atleta olimpico di tutti i tempi”.


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