Dolce Stil Nuoto

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Nel nuoto & nello sport non è mai finita 1

Nel nuoto & nello sport non è mai finita

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza intensi e agitati per via della vicenda di Manuel Bortuzzo e per la sparatoria che ha avuto come vittima queste giovano nuotatore italiano che da ottobre si allenava a Ostia nello stesso centro federale dove si allenano anche Detti e Paltrinieri sotto la guida del Moro.

Non entro nei dettagli di quanto è successo, sono certo che abbia letto o visto sui giornali e sui telegiornali l’accaduto: in breve in seguito a una sparatoria un proiettile si è conficcato nel torace di Manuel, all’altezza dell’undicesima vertebra, Manuel è sopravvissuto ma i medici hanno diagnosticato una lesione midollare e questo significherà che Manuel molto probabilmente non sarà più in grado di camminare.


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Ora, la reazione generale a questa vicenda che ho notato nei commenti di vari articoli sui social, oltre alla rabbia e all’indignazione per quanto è accaduto, è stata, da parte di molti, una sorta di compatimento e di compassione nei confronti di Manuel, come se la sua vita sia ormai destinata necessariamente ad essere dolorosa, drammatica, triste.
In realtà non è così e non deve essere così.

E noi sportivi, noi nuotatori dovremmo essere i primi a sapere che non deve essere così. Lo sport – anche italiano – ci ha regalato una serie di esempi incredibili di persone che proprio grazie allo sport sono riusciti a superare incidenti, malattie e problematiche di vario tipo.

Un esempio fra tanti è quello di Alex Zanardi che ha saputo superare l’incidente automobilistico del 2001 in seguito al quale perse entrambe le gambe, e ha saputo costruire e vivere incredibili avventure: ha vinto 4 ori paralimpici, è stato conduttore televisivo, ed è diventato un vero e proprio esempio di chi ha deciso di non arrendersi e in questo modo ha costruito qualcosa di grande.

Si dice che la vita sia fatta per il 10% di cosa ti accade e per il 90% di come reagisci… mi sono rimaste impresse le parole di Monica Boggioni. Monica è una ragazza paralimpica di Pavia, ha 20 anni, e ha vinto già 3 ori e 3 argenti ai mondiali di nuoto paralimpici. Qualche mese fa ho visto una sua intervista in cui affermava che la disabilità non è un limite, ma un modo diverso di affrontare la vita.

In queste 15 parole c’è davvero tutto.

Credo che far passare un messaggio di disperazione/rassegnazione sia errato. Manuel ha 19 anni e ha tutta la vita davanti. E se da una parte speriamo che si compia il miracolo auspicato dal presidente della FIN Barelli, beh dall’altra siamo sicuri che Manuel avrà comunque mille altre possibilità, mille altre strade da percorrere, mille altre gare da vincere.

Perché alla fine questo è lo sport questo è il nuoto. Una sfida continua, un costante tentativo di superare nuovi ostacoli, di migliorarci, ancora e ancora.

Il mio augurio a Manuel, l’augurio di tutto il team di nuotounostiledivita e di tutto il mondo acquatico è quello di non arrendersi, di andare avanti, di inseguire nuovi obiettivi, qualsiasi essi siano.


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Alla fine i nuotatori sono gli sportivi resilienti per eccellenza e Manuel è una roccia che siamo certi non si arrenderà facilmente, ora comincia un altro allenamento e noi ti facciamo un grossissimo in bocca al lupo.

Invitiamo tutti coloro che avranno gare nel weekend a disegnare una M nera sulla spalla sinistra, come segno di vicinanza della grande famiglia dei nuotatori a Manuel.

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