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Ryan Lochte & quel pazzo sogno chiamato Tokyo 2020

È uno dei nuotatori più forti di tutti i tempi ed è stato uno dei protagonisti del nuoto mondiale dell’ultimo ventennio con 12 medaglie olimpiche (6 ori, 3 argenti, 3 bronzi), 18 ori mondiali e 17 WR infranti. Personaggio dai 1000 volti, nuotatore eclettico, ha vinto medaglie nello stile libero, nella farfalla, nel dorso e nei misti. È stato due volte miglior nuotatore dell’anno, è stato protagonista di figuracce internazionali senza precedenti, ha finto una rapina, ha sofferto di alcolismo e potremmo andare avanti a lungo in questo elenco… ora però sta lentamente risalendo dagli abissi, e si sta lanciando in un nuovo progetto che si chiama Tokyo 2020. Il protagonista del racconto di oggi è quel pazzo e folle di Ryan Lochte.


Ryan Steven Lochte nasce il 3 agosto 1984 a Rochester una cittadina statunitense capoluogo della Contea di Monroe nello stato di New York. Sua madre Ileana “Ike” è cubana ed è nata e cresciuta a l’Avana mentre suo padre Steven è un po’ olandese, un po’ inglese e un po’ tedesco. Vive i primi anni a Bristol e poi si sposta con la famiglia in Florida perché il padre possa fare il suo lavoro di allenatore di nuoto.

Lochte inizia a nuotare presto grazie al padre allenatore e il suo carattere un po’ ribelle viene subito a galla. Il padre Steven dirà: “Lochte passava più tempo nelle docce che in piscina”. Questo suo essere un po’ trasgressivo è una caratteristica che lo accompagnerà un po’ per tutta la vita.

Il suo idolo è Pedro Pablo Morales un ex nuotatore statunitense specializzato – proprio come Lochte – nella farfalla e nei misti e che vinse 5 medaglie olimpiche di cui 3 del metallo più prezioso.

Nel 2004 anche Ryan partecipa alla sua prima rassegna Olimpica.

Alle Olimpiadi di Atene Lochte vince la sua prima medaglia d’oro olimpica con la staffetta 4×200 stile libero e vince anche la prima medaglia individuale nei 200 misti: un argento dietro Michael Phelps. Non si può parlare di Ryan Lochte senza parlare di Michael Phelps. Per qualche curioso caso i destini di due dei nuotatori più forti di tutti i tempi hanno deciso di intrecciarsi proprio nel primo ventennio del XXI secolo.

Di fatto sono solo 331 i giorni di differenza tra la nascita di Phelps e quella di Lochte.

Bob Bowman, allenatore di Michael Phelps, ripete spesso che Phelps non è stato il nuotatore più forte della sua epoca, è stato quello che si allenava di più. Lochte è un talento del nuoto. Fortissimo in tutti e 4 gli stili, un’apnea di pura potenza e armonia, ha una delle nuotate più belle di sempre.

Ma a Lochte piace divertirsi.

E gli allenamenti beh, ogni tanto gli piace saltarli.

Lochte inizia a collezionare medaglie su medaglie ai mondiali, ai mondiali in corta, ai giochi pan-pacifici.

Tanti ori, sì, ma anche tanti argenti e tanti bronzi. A Pechino arriva il suo primo oro olimpico individuale nei 200 dorso (con tanto di record mondiale), mentre è bronzo nei 200 e nei 400 misti. L’anno successivo ai mondiali di Roma, Lochte vincerà sia i 200 misti, sia i 400 misti, rubando lo scettro a Michael Phelps e stabilendo il nuovo WR nei 200.

Due anno dopo è la volta dei mondiali di Shanghai 2011.

Il 26 luglio si aggiudicò l’oro nella finale dei 200m stile libero dei Mondiali di nuoto a Shanghai nell’edizione del 2011 battendo sia Michael Phelps sia Paul Biedermann, che era primatista della distanza. Sempre a Shanghai Lochte battè nuovamente Phelps nei 200m misti, conquistando la medaglia d’oro e in 1’54″00 diventò il primo uomo ad aver fatto un nuovo record del mondo dopo la fine dell’era dei supercostumi.

Lochte è inarrestabile.

Ai giochi olimpici di Londra 2012 Ryan Lochte vince un bronzo nei 200 dorso, un argento nei 200 misti dietro a Michael Phelps e un oro individuale nei 400 misti stabilendo il secondo miglior tempo di sempre sulla distanza.

Dopo i Giochi di Londra Lochte viene immortalato ubriaco. Le foto faranno il giro del mondo finendo in prima pagina dei principali quotidiani sportivi.

Dopo Londra partecipa a 3 campionati mondiali – due in vasca lunga e uno in vasca corta – facendo incetta di medaglie e diventando il secondo nuotatore di sempre, dietro a Phelps, per numero di medaglie mondiali vinte.

Poi arrivò il 2016.

Ai giochi olimpici di Rio Ryan Lochte riuscì a qualificarsi unicamente per i 200 metri misti e per la 4×200 stile libero. Nel corso dei giochi riuscirà a ottenere esclusivamente la medaglia d’oro nella staffetta, arrivando quinto invece nei 200 misti individuali.

Un’olimpiade da dimenticare…

Sopratutto per il Lochtegate.

Dopo la fine delle gare di nuoto a Rio, infatti, assieme a tre compagni di squadra ha avuto una serata alcolica abbastanza intensa terminata vandalizzando una stazione della benzina. Per evitare grane gli atleti hanno provato a camuffarla fingendo di essere stati vittime di una rapina a mano armata, poi smentita dalle ricostruzioni dei fatti.

Lochte venne squalificato dal team statunitense e a causa di questa squalifica non riuscirà a partecipare ai Mondiali del 2017.

Nel 2018 ricomincerà a nuotare ma riceve la squalifica da

parte della USADA per aver fatto uso di trasfusioni di sangue (fatto scoperto grazie unicamente ad una foto pubblicata sui social da parte di Ryan stesso) questa seconda squalifica gli costerà anche i mondiali di nuoto 2019, durando fino al 24 luglio 2019.

Eppure, quando l’abisso verso cui sprofondava Lochte sembrava non avere un fondo, ecco che l’uomo dai 1000 volti ha iniziato a risalire.

Lochte si sposa con la modella Kayla Rae Reid, ha due figli e nel 2019 ritorna ufficialmente al nuoto agonistico.

Pochi mesi fa Lochte ha chiuso in 1’57″76 i 200 misti agli US Open a Standford, vincendo la gara e staccando il pass per i Trials Olimpici.

27° titolo nazionale e corsa aperta verso Tokyo 2020. Pochi giorni fa ha pubblicato una foto mostrando che la pancetta estiva è scomparsa e gli allenamenti stanno proseguendo.

Chissà se lo statunitense riuscirà a incrementare il suo bottino di medaglie olimpiche, che a oggi ammonta a 6 ori, 3 argenti, 3 bronzi. L’appuntamento più difficile saranno certamente i trials statunitensi, una volta passati quelli, tutto è possibile.

Una sfida certamente non semplice ma alla portata di uno dei nuotatori più forti di tutti i tempi… chissà cosa succederà: quello che è certo è che lo spettacolo è garantito!


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