FINA vs PEATY: il nuoto che lotta contro il nuoto

FINA vs PEATY: il nuoto che lotta contro il nuoto

Dicembre 10, 2018 0 Di Federico Prandi

I protagonisti del racconto di questa settimana sono il più forte ranista di tutti i tempi, Adam Peaty e la FINA, ossia, la Federazione Internazionale di Nuoto. Perché Peaty e la Fina? Di cosa vogliamo parlare?

E’ in corso una gara destinata a durare a lungo tra una parte del nuoto internazionale che vuole cercare di rinnovarsi e di modernizzarsi – capitanata da Peaty – e la FINA che sembra voler tener ancorato il nuoto a una serie di ideali ormai vecchi e impedisce la nascita e lo sviluppo di nuove idee.


Da dove nasce questa diatriba?

Diciamo che questa sfida – se così la vogliamo definire – va avanti da un po’, ma nello scorso novembre si è arrivati a un giro di boa importante.

Perché?

Perché la Federazione Italiana di Nuoto è stata costretta ad annullare l’evento Energy For Swim 2018, in programma a Torino i prossimi 20 e 21 dicembre, in quanto la manifestazione non era stata approvata dalla FINA. Non solo, la FINA aveva ammonito eventuali atleti partecipanti avvertendoli che avrebbero potuto ricevere una sanzione sotto-forma di sospensione da un minimo di un anno ad un massimo di due anni.


Cos’è Energy For Swim?

Energy For Swim è una competizione di nuoto sponsorizzata dal gruppo Energy Standard dove si sfidano alcuni dei nuotatori più forti del mondo in una due giorni di gare in cui al centro vi è la spettacolarizzazione del nuoto.

L’anno scorso si era svolto a Roma, quest’anno si sarebbe dovuto svolgere a Torino e tra gli atleti che dovevano partecipare c’erano campionissimi internazionali come Chad le Clos, Katinka Hosszu, Romanchuk, Sjostrom, Kromowidjodjo, Laszlo Cseh, Ryan Murphy e Adam Peaty.

Grande spettacolo, grandi nuotatori e grandi quantità di soldi. Di fatto Energy For Swim doveva offrire un totale di 2 milioni e 100 mila dollari per l’evento. Insomma, sembra quasi che alla FINA non vada bene l’esistenza di un evento sponsorizzato che avrebbe portato una discreta quantità di soldi nelle tasche degli atleti partecipanti.

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Lo stesso giorno dell’annullamento dell’evento la pagina Swim Swam ha pubblicato le dichiarazioni di Dmitriy Kachurovskiy, ex presidente della federazione nuoto ucraina ed attuale presidente dell’International Swimming League – di cui a breve parleremo – , il quale ha affermato:

“Questo evento – al quale molti atleti provenienti da tutto il mondo vogliono partecipare – è diventato sempre più popolare, e penso che cercano di distruggerlo perché hanno paura di esso.”

La FINA sembra voler boicottare qualsiasi evento internazionale che non sia sotto il suo controllo, andando però a danneggiare quelli che sono gli interessi degli atleti. Perché è importante sottolineare come gli organizzatori di Energy For Swim avevano chiarito fin dall’inizio che l’evento avrebbe rispettato tutti i regolamenti FINA e LEN.


Veniamo a Adam Peaty.

Adam Peaty è stato il primo dei Big a mostrare il suo disappunto per la decisione presa dalla FINA scrivendo un posto su Instagram particolarmente pungente il cui cuore del discorso era “Credo fermamente che gli atleti dovrebbero essere al centro di qualsiasi decisione presa dal nostro organo di governo e questo è proprio quello di cui il nostro sport e gli atleti hanno bisogno.”

Ma non finisce qui.

Due giorni fa la BBC ha pubblicato un’intervista ad Adam Peaty durante la quale il giovane ranista inglese ha dichiarato che il nuoto sembra essere fermo agli anni ‘70, di fatto nel 1973 venne disputata la prima edizione dei mondiali di nuoto e da lì in poi le innovazioni da parte della FINA sono state davvero pochissime.


Cosa vuole il giovane ranista inglese?

Vuole che la FINA si modernizzi, che accetti la nascita di nuovi eventi e che non si lanci in battaglie contro i suoi miglior atleti. “La Fina – afferma Peaty – ha bisogno di ascoltare gli atleti e sentire cosa vogliono invece di rispondere seccamente: “Tu hai bisogno di questo, punto”. L’intero sport deve cambiare ed è qualcosa per cui voglio lottare”

Peaty fa leva sul fatto che non è possibile avere solo un evento importante all’anno perché in questo modo le persone non seguono in maniera continuativa lo sport e porta come esempio il triathlon, dove alcuni anni fa hanno lanciato le loro World Series dove gli atleti sono pagati in maniera cospicua. Tutti gli atleti.

Sottolineo tutti gli atleti perché Peaty si sta facendo garante di una causa che non è strettamente la sua. Peaty ha un ottimo sponsor, ha dei guadagni più che discreti… ma non è così per tutti i nuotatori. Anzi: solo una piccola quantità di nuotatori può vantare dei grossi guadagni.

Il nuoto è uno degli sport più praticati al mondo eppure occupa una fetta minuscola quasi invisibile tra gli sport seguiti sui media. Pochi sponsor, poco giro di denaro, pochi eventi. L’International Swimming League vuole dare vita a un nuovo format di competizioni che sia in grado di attrarre maggiormente l’attenzione dei media e degli sport. L’evento, se tutto andrà bene, dovrebbe iniziare dopo i prossimi mondiali del 2019, ma ha già ricevuto la netta disapprovazione da parte della FINA.

Ritorniamo alle opposizioni di cui parlavamo inizialmente: da una parte il nuoto internazionale che vuole cercare di rinnovarsi e di modernizzarsi dall’altra la FINA che vuole tenere sotto il suo giogo tutte le competizioni natatorie.


Insomma, sembra che il nuoto si stia trovando quasi a un bivio, tra il continuare a fare quello che ha sempre fatto e l’iniziare a percorrere nuove strade, intraprendere quasi una rivoluzione che possa portare vantaggi a tutto il movimento. C’è solo da decidere da che parte schierarsi.

Noi non abbiamo dubbio che siamo dalla parte di Peaty, della International Swimming League, della manifestazione pavese… ma il resto del mondo del nuoto da che parte vuole stare?

Per eventuali Approfondimenti:

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