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Bud Spencer e l’abbattimento del muro del minuto nei 100sl

Bud Spencer e l’abbattimento del muro del minuto nei 100sl

La gran parte di noi l’ha visto per la prima volta in TV, con il fisico da camionista e probabilmente intento a ripassare a suon di cazzotti e ceffoni qualche malcapitato, lo conosciamo come il gigante buono e come banana Joe; ma ben prima di diventare una delle icone del cinema italiano è stato un nuotatore, un pallanuotista e una pietra miliare dello stile libero italiano.


Con la puntata di oggi inizia la seconda stagione del Podcast “Nuoto Dunque Sono” di cui siamo anche quest’anno sponsor ufficiale: gli episodi usciranno sempre il venerdì mattina alle 7 e 30 e li potrete ascoltare su Spotify, Spreaker o Itunes. Il protagonista di questo primo episodio è stato il primo italiano di sempre a scendere sotto il muro del minuto nei 100 m stile libero, distanza che lo ha visto per ben 7 volte campione italiano.

Carlo Pedersoli – alias di Bud Spencer – nacque a Napoli l’ultimo giorno di ottobre del 1929, solo pochi giorni dopo allo scoppio della grande depressione, che diede inizio a uno dei periodi più bui dello scorso secolo.


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Carlo è appassionato di sport e fin da bambino pratica nuoto, pugilato, rugby e pallanuoto, dando così forma ad un fisico forte e possente. Con l’inizio della Seconda guerra mondiale si trasferì a Roma per via del lavoro del padre; qui abbandonò il pugilato… anni dopo dichiarerà: “Li stendevo tutti, mi dispiaceva per loro.” A Roma iniziò a nuotare per la S.S. Lazio Nuoto.

Grazie alle prestazioni ottenute nella rana nel ’47 ricevette la chiamata al raduno preolimpico, alla quale però non rispose, e pertanto venne deferito. Lo stesso anno lasciò l’Italia per il Sudamerica, dove si trasferì la famiglia. Qui abbandonò lo sport e gli studi universitari di Roma, cominciò a lavorare come operaio, bibliotecario e segretario.

Ma proprio quando Carlo sembra esser svanito dai radar, ecco il primo cazzotto fuori dal ring. Nel ’49 torna in Italia e ricomincia a nuotare e a giocare a pallanuoto, sempre a Roma, sempre con la Lazio Nuoto. Carlo si dedica totalmente ai 100 stile: la sua è una progressione di potenza impressionante, nonostante il tuffo e la virata drammatici che gli facevano perdere quasi 2 secondi, riesce a vincere il titolo italiano sulla distanza, sarà il primo dei 7 titoli che vincerà in carriera nella gara regina.

Con la sua incredibile e proverbiale forza il 19 settembre 1950 fece ciò che nessun altro italiano prima di allora era riuscito a fare. A Salsomaggiore Carlo Pedersoli abbatté il muro dei sessanta secondi nei 100 stile libero facendo segnare sul cronometro 59” e 7 decimi.

Ma alt. Tutto finito qui? Record e tutti a casa felici e contenti?

Beh, no.

Perché quel 19 settembre di 69 anni fa a cronometrare Carlo non c’erano giudici ufficiali. La Federazione fu avvertita di questa prestazione e data l’assenza di giudici ufficiali il tempo non fu convalidato, il miglior crono italiano restava il 60” netto di Celio Brunelleschi.

Ma il sipario su Salsomaggiore non calò quel giorno, quel crono impressionante non poteva essere ignorato e la federazione fece quindi ripetere la gara il giorno seguente con giudici e cronometristi ufficiali. Carlo non si fece cogliere impreparato al suo secondo incontro con la storia: il 20 settembre a Salsomaggiore non replicò: fece ancora meglio: 59″5, meglio di chiunque altro in Italia e tra i migliori al mondo.

Negli anni successivi Carlo Pedersoli continuò a migliorarsi, tentando di guadagnare decimi preziosi in quel tuffo e in quella virata che gli costavano secondi interi. Mentre faceva sognare il nuoto italiano Carlo cominciò anche l’altra sua carriera, già nel ’51 compare sul grande schermo con il Kolossal “Quo Vadis?” dove peraltro comparve una giovanissima Sophia Loren.

La carriera natatoria proseguì: l’anno successivo partecipò ai Giochi Olimpici di Helsinki che chiuse con un nono posto in 58″8 nei 100 stile libero, poi partecipò nuovamente ai Giochi Olimpici di Melbourne, in entrambe le occasioni venne convocato sia nel nuoto che nella pallanuoto. In mezzo una decina di titoli italiani.

Nel ’57 Carlo decise di abbandonare le piscine, la medaglia più importante nel suo palmares è l’oro nella pallanuoto ai giochi del mediterraneo.

Fino ad allora Carlo aveva fatto tutto e niente, nuotava, sì, ma sapeva di essere in una bolla, e che con l’addio al nuoto tutto sarebbe stato diverso. Decide così di cambiare radicalmente la sua vita: scappò in un luogo dove nessuno lo conosceva, scappò in un Venezuela scosso dalla rivoluzione, lavorando come operaio alla costruzione dell’autostrada “Panamericana”.


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Siamo ai titoli di coda per il primo italiano sotto al minuto?

Beh, No, per certi versi la sua avventura è appena iniziata. Carlo ritornerà in Italia nel’60 e si dedicherà alla scrittura di testi musicali e alla creazione di documentari per la RAI. Riprenderà la sua carriera da attore nel ’67 con “Dio perdona… io no!”, nasce Bud Spencer, il nuotatore è lontano, l’attore è tra noi, e così come Johnny divenne Tarzan, così Carlo divenne Bud. In uno strano gioco di vite che si incrociano, lo stesso destino del primo uomo al mondo sotto al minuto nei 100 stile si replica all’italiana.

La consacrazione come attore a livello internazionale arrivò l’anno successivo, con il film cult -pietra miliare dei western ed acclamato dalla critica- “Lo chiamavano trinità”.

Da allora fino al giugno 2016 Carlo “Bud” ha continuato a recitare, ricordando sempre però la sua carriera da nuotatore e quella volta in cui batté alcuni dei migliori stileliberisti giapponesi e mondiali, al termine della loro sfiancante tournee europea del ’53, dopo essersi svegliato (parole sue) “bello bello nel letto di mammà”.

Prima di salutarci vorrei lasciarvi una delle tante frasi importanti che Bud ha lasciato a noi, per ricordarci a tutti noi che un tempo in gara, una prestazione, una carriera anche vittoriosa, non è per sempre:

“Non si può vivere di glorie passate. Se diventi schiavo del passato, sei finito.”

Pilota di elicotteri, giocatore di Rugby, Attore, Produttore, Pallanuotista e Nuotatore: Carlo Pedersoli è stato senza dubbio uno dei personaggi italiani più interessanti e notevoli della seconda parte del XX secolo. Un nuotatore che è stato in grado di reinventarsi diventando un’icona del cinema italiano.


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