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Come combattere l’ansia pre-gara?

Come combattere l’ansia pre-gara?

È ufficialmente iniziato novembre e stanno ufficialmente per iniziare le gare della nuova stagione in vasca. Nell’articolo di oggi abbiamo deciso di parlare di un problema che affligge molti nuotatori, giovani e non, prima della gara: l’ansia da prestazione.

“L’ansia – riprendendo la definizione di Wikipedia – è uno stato psichico di un individuo, prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell’organismo in una determinata situazione che si esprime sotto forma di stress per l’individuo stesso.”


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Quanti di voi hanno sperimentato un po’ di ansia prima dell’inizio di una gara?

Chi più, chi meno, tutti quanti, almeno una volta nella vita, siamo stati agitati prima di tuffarci in acqua per una gara.

In generale lo sport è sempre carico di emozioni: la felicità o la gioia per una vittoria, il rammarico o la delusione per una sconfitta. Le emozioni sono normali nello sport. L’ansia da prestazione, tuttavia, è una di quelle emozioni cui preferiremmo fare a meno.

Respirazione molto veloce, innalzamento dei battiti cardiaci, aumentano dei livelli di adrenalina… l’ansia è uno stato psichico capace di produrre notevoli cambiamenti sia nello stato fisico sia nello stato psicologico del nuotatore.

Come combattere l’ansia?

Sono certo che vi starete domandando se esiste una ricetta per combattere l’ansia. La risposta è no: non esiste nessuna formula magica che all’improvviso elimina l’ansia… in più bisogna sfatare il mito che l’ansia sia in senso assoluto qualcosa di negativo: non è così.

Come disse un giorno il mio allenatore, l’ansia è uno strumento che bisogna conoscere e che bisogna imparare a usare per poterlo sfruttare al meglio. Utilizzando una similitudine, possiamo immaginare come una spada: quando sappiamo padroneggiarla possiamo ottenere risultati importanti, se invece non ci rendiamo conto del suo valore e del suo potere, allora possiamo anche farci male, da soli.

Possiamo guardare all’ansia come a un sistema di difesa che il nostro corpo introduce per proteggersi da dei danni possibili.

Una strategia è l’uso del dialogo interno (self- talk) ad esempio, l’ansia può originarsi dalla paura “di non fare il tempo” o “di andare male” nella gara. Il nostro imperativo categorico diventa “devo migliorare il mio tempo” oppure “devo vincere la gara”. Cosa succede però? Beh, la parola DEVO viene letta dalla nostra mente come un qualcosa che viene imposto dall’esterno… un’alternativa può essere utilizzare il termine VOGLIO. Se la motivazione è qualcosa che nasce dentro di noi, il nostro corpo è più disposto ad accettarlo.

Di fatto, l’uso di frasi parole e incitamenti positivi rivolti a sé stessi tendono a diminuire il livello di ansia e tensione e a focalizzarsi su stimoli rilevanti e sulle proprie capacità

Un’altra strategia cognitiva è l’uso dell’immaginazione. Immagini positive, stimolanti, felici. Avere dei pensieri positivi, dei ricordi che ci fanno sorridere contribuisce a ridurre lo stress e aumentare la concentrazione sulla gara. Pensare al tuffo, alla subacquea, alle virate, essere concentrati sulla tecnica è un’ottima strategia per tenere a bada l’ansia pre-gara.

Un’altra strategia è quella di ascoltare la musica per isolarsi dall’ambiente circostante: Linkin Park & Blink possono essere un ottimo modo per scrollarsi di dosso ansia e stress.

Ovviamente l’ansia non è solo questo, anzi è importante ricordare che ci sono delle figure professionali che si occupano di questo. Il mental coach o gli psicologi sportivi che seguono gli atleti, quando necessario, e li aiutano a comprendere e gestire questi momenti più difficili e delicati che tuttavia influenzano la prestazione sportiva.

Soffrire d’ansia non è qualcosa di eccezionale. Moltissimi atleti e moltissimi campioni olimpici hanno confessato di aver sofferto d’ansia: Michael Phelps e Federica Pellegrini, solo per citarne alcuni. Ma come tutte le cose anche l’ansia una volta conosciuta, una volta imparato a gestirla, può essere sconfitta.


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Uno degli insegnamenti più importanti che ho ricevuto dal nuoto è stato proprio quello di imparare a gestire l’ansia. Nella vita ci si trova spesso in situazioni difficili in cui l’ansia è lì pronta a entrare prepotentemente dalla porta: le interrogazioni a scuola, gli esami all’università e poi sul luogo di lavoro quando le situazioni di stress sembrano non finire mai. Riuscire a rimanere concentrati su quello che si sta facendo, non aver paura di sbagliare, avere costantemente dei pensieri positivi sono tecniche fondamentali per essere sempre in grado di uscire dalle situazioni più difficili, da vincenti.


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